Integrazione degli Alunni Disabili:
dall'ICDIH all'ICF
Nei limiti delle possibilità operative e concrete delle agenzie che collaborano per il raggiungimento di tale obiettivo (famiglia, scuola, operatori USL, servizi socio-assistenziali, culturali, ricreativi e sportivi) e tenendo conto dei vincoli derivanti dalla rigidità del sistema scolastico italiano e dalle difficoltà organizzative interne (formazioni classi, distribuzione degli insegnanti su più scuole, difficoltà a concedere la deroga dal rapporto 1/4, carenze economiche) la nostra Scuola, aderendo non solo alla prassi prevista dalle norme (art. 12, L.104/92), ma anche tenendo conto della nuova ottica demedicalizzante dellICF, tende a considerare ciascun alunno non più come "portatore di handicap" ma come "cittadino con una determinata condizione di salute" che può, secondo le nuove indicazioni dell'ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento), limitarne la partecipazione e condizionarne il funzionamento, nell'ottica di un interazione dialettica tra fattori personali e socio-ambientali.
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