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Incontro con i genitori
Laura Zaccuri
Il giorno 10 dicembre tutte le classi terze della mia scuola hanno partecipato ad un incontro con i genitori per parlare della futura scelta della scuola superiore, ascoltando le esperienze di adulti, nonché nostri genitori. Ci siamo divisi in tre gruppi e quindi la mia classe si è unita alla 3°B. La prima a raccontarci della sua esperienza è stata mia madre. Lei non mi aveva mai raccontato della sua gioventù e ascoltandola mi sono un po’ emozionata. Dopo di lei hanno parlato altri genitori e devo dire che ho ascoltato molto volentieri le loro esperienze.
Un genitore, ad esempio, ci ha raccontato che gli piacevano molto l’italiano e l’architettura, così ha deciso di fare il classico per poi diventare architetto. Una volta finito il liceo, consigliato da un amico, ha scelto di iscriversi alla facoltà di medicina per poi lavorare in campo medico, allontanandosi definitivamente dalla sua vecchia voglia di diventare un architetto. Una mamma ci ha raccontato che le piaceva la matematica e quindi ha scelto di frequentare il liceo scientifico e che, finito il liceo, si è iscritta all’università in campo artistico. La mamma di Alice, invece, ci ha raccontato che stava ancora studiando, per dare la tesi qualche giorno dopo. Abbiamo poi ascoltato altri genitori. Alla fine dei racconti, ci hanno dato dei consigli: ci hanno suggerito di scegliere la scuola che più rispecchia le nostre passioni, senza farci influenzare dagli amici o dai genitori.
Al termine, ci hanno chiesto cosa vogliamo fare da grandi e, dopo aver ascoltato qualche risposta, ci siamo dovuti salutare. Fortunatamente è suonata la campanella, perché non avrei saputo cosa dire.
Questo incontro mi è piaciuto molto perché mi ha fatto capire che qualunque scuola io decida di fare, mi deve piacere e che per ottenere dei risultati bisogna impegnarsi molto. Tutti i racconti dei genitori mi sono piaciuti molto anche se diversi tra loro. Spero che un giorno anche io potrò raccontare ad altri ragazzi la mia esperienza, con tanto orgoglio e soddisfazione.
Lara Anibaldi
La mattina del 10 dicembre abbiamo ascoltato i racconti delle esperienze scolastiche di alcuni genitori.
Ognuno ha esposto la propria storia, diversa da quella degli altri.
Il primo genitore che ha parlato (la mamma di Laura) ha spiegato che amava molto la matematica, così è andata a fare ragioneria, un tipo di studio che tuttora la aiuta a comprendere la situazione politica ed economica.
Il secondo genitore, (la mamma di Matteo) invece è stata obbligata a fare informatica, che non era affatto la sua scuola. Così ha cambiato e ha deciso di fare l’esame di maturità da privatista e dopo di frequentare due anni di università. In seguito è diventata infermiera, il lavoro che ama e che svolge tuttora.
Ha preso poi la parola il terzo genitore, (la mamma di una di 3^B) che ha spiegato di aver frequentato il liceo scientifico, una scuola che da una buona preparazione generale. Amava studiare, soprattutto storia dell’arte, così è andata a fare l’università. Pur avendo studiato molto, non ha trovato lavoro e tuttora è disoccupata.
La mamma di Alice, (il quarto genitore), ha raccontato di aver frequentato un professionale e poi di essere andata a fare qualche anno di agraria, ma poi ha capito che il suo sogno era quello di diventare infermiera, il lavoro che pratica ancora oggi.
Il genitore successivo ha frequentato un liceo classico, con il desiderio di diventare architetto. Poi ha incontrato un amico che gli ha fatto cambiare idea: medicina per diventare psichiatra. Alla fine si è appassionato a dermatologia e oggi è dermatologo.
Il sesto genitore, il papà di Milo ha frequentato il Barozzi, poiché aveva voglia di studiare, passione per la matematica e per le lingue, materie che gli servono nel lavoro che svolge tuttora. Ha anche aggiunto che le lingue sono molto importanti e servono sempre.
Mia mamma ha invece raccontato che voleva fare il Fermi, ma causa un sorteggio è stata esclusa, così è andata al Corni, dove è rimasta per soli due anni. In terza è riuscita ad entrare al Fermi, nella specializzazione di chimica. Dopo la maturità di perito chimico, non trovando il lavoro inerente al suo titolo di studio, si è adattata a fare lavori diversi. Dopo alcuni anni è riuscita a passare un concorso e ad essere assunta all’USL, poi diventato Arpa e a svolgere la mansione di tecnico ambientale.
Tutti hanno descritto una storia diversa, ma con la stessa morale: l’importante è fare ciò che piace e che si ama, dallo studio al lavoro.