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Pedagogia dei genitori

Genitori


Metodologia Pedagogia dei Genitori.

Di Riziero Zucchi ed Augusta Moletto

Premessa: La famiglia come contesto attivo nel processo di integrazione scolastica

Le famiglie sono risorse per la comunità locale ed esprimono la loro funzione educativa in sinergia con le altre agenzie del territorio e con i diversi professionisti: gli educatori, gli insegnanti e gli specialisti coinvolti a vario titolo nei processi formativi.
Occorre promuovere strategie per sostenere l’empowerment delle famiglie: esperienze e competenze che oltre al privato familiare si esprimano nella comunità, ne influenzino il contesto, e si ricompongano in modo coordinato e sintonico, a vantaggio dei minori singoli e delle comunità educative (sezioni di asilo nido, gruppi classe, scuole).
La metodologia delle narrazioni dei genitori consente un recupero dell’identità individuale e una rigenerazione dei legami sociali e delle alleanze educative nella comunità locale, inducendo processi virtuosi di inclusione, ed il recupero della solidarietà intergenerazionale.  
Occorre valorizzare le competenze delle famiglie, per metterle in grado di dialogare in modo efficace con le ASL, i Servizi socio educativi e le Istituzioni scolastiche attraverso la raccolta, la pubblicazione e la diffusione delle narrazioni dei percorsi educativi.
La Pedagogia dei Genitori è la Pedagogia della Responsabilità, dell’Identità, della Speranza, della Fiducia e della crescita: promuove la centralità della persona, con attenzione alle sue potenzialità.

Imparare dai genitori
Ascoltare i genitori per imparare un tipo specifico di pedagogia:
• Imparare da loro la specificità dei figli. I genitori hanno il segreto della loro crescita, l’hanno condivisa. Hanno fatto progetti per e con loro. Hanno vissuto nello stesso ambiente. Conoscono le tradizioni e la situazione sociale nella quale i figli vivono.
• Imparare da loro lo specifico dell’educazione genitoriale. Esser genitori significa possedere un sapere generalizzabile che deriva dall’esercizio di quella funzione.
• Da secoli la Pedagogia dei Genitori è stata accettata e mai messa in discussione. La società l’ha sempre riconosciuta anche se non l’ha codificata. Non ve n’era bisogno. Esisteva ed era valorizzata. Vari fattori portano ora alla necessità di individuarne la specificità.
• La modernità ha distrutto la comunità di villaggio ed il relativo sapere che sosteneva la Pedagogia dei Genitori
• La modernità ha distrutto la famiglia allargata patriarcale all’interno della quale si esercitava e tramandava la Pedagogia dei Genitori
• La modernità ha costruito scienze della psiche nelle quali è venuto meno il collegamento esistente tra pedagogia della famiglia e pedagogia ufficiale. La pedagogia ufficiale era soprattutto di carattere scolastico e si giustapponeva senza sovrapporsi a quella familiare. Le scienze della psiche hanno voluto uno statuto di tipo diagnostico e patologizzante che sostituisce ed esautora la Pedagogia dei Genitori.

Cultura della genitorialità (Pedagogia dei Genitori)
Il sapere concreto situato e quotidiano dei genitori è volto verso la crescita e l’evoluzione, costruisce il Progetto di vita basandosi sul funzionamento dei figlio di cui rivendica la positività.
La famiglia che promuove l’itinerario di crescita del figlio non è solo contesto, fattore ambientale, costruzione di personalità, ma portatrice di un sapere che riguarda i fattori personali.
Nel corso della crescita del soggetto i genitori vengono a conoscenza delle capacità del figlio di eseguire compiti o azioni (performances) nello spazio del tempo famiglia e in ambito sociale. Per le situazioni di gravità propongono i fattori facilitanti che permettono di superare le barriere. Trasmettono conoscenze apprese nello spazio famiglia che possono esser utilizzate all’interno dello spazio scuola.

I genitori nella loro azione quotidiana mettono in atto valori pedagogici.

Pedagogia della responsabilità

Caratteristica fondamentale dell’azione della famiglia. E’ alla base dell'educazione genitoriale e come tale ha uno stile ed un approccio specifico. Il bimbo le appartiene e non vi è nessuno che se ne può occupare con la stessa intensità. Si sviluppa un legame strettissimo ed una forma di educazione che si modella su questa impostazione. La famiglia porta il peso dell’educazione e ne risponde al mondo. Il successo e la felicità del figlio è il suo successo e la sua felicità. Non si può sottrarre, non può dare le dimissioni. Non può colpevolizzare altre istituzioni. Questa responsabilità, assunta positivamente, le attribuisce una forza ed una capacità che nessuna altra agenzia educativa ha. Deve riuscire. Deve trovare le soluzioni. Di qui le capacità di organizzazione e ricerca che possiede. La pedagogia della responsabilità fa in modo che non possa cercare scappatoie o alibi: il figlio deve riuscire, e bene.
La comunità di villaggio che permetteva a tutti di intervenire sul bambino e la famiglia allargata in cui le funzioni parentali venivano assunte in modo collettivo, sono scomparse. Attualmente l’educazione dei figli spetta unicamente alla coppia o, come capita spesso, a un singolo genitore.
Il senso di responsabilità continua e consapevole mutuato dalla famiglia è funzionale ai compiti e della scuola e della sanità che devono verificare nel lungo periodo i risultati della loro azioni.

Pedagogia dell’identità                                                      
 “Ogni scarrafone è bello a mamma sua”      
Diventare una persona significa acquisire un’identità e soprattutto riconoscerla ed accettarla. Questo non passa attraverso un’attività singola, legata all’individuo, quanto mediante un’azione sociale. Io mi riconosco negli altri tramite gli altri. E gli altri, nel  momento più difficile e delicato della crescita, sono i genitori. Sono loro che impostano all’inizio il rapporto dell’uomo con se stesso. Per la mamma e il papà il figlio è il più bello ed intelligente del mondo, è unico, ed è giusto che sia così, altrimenti non si opererebbe quell’enorme investimento di energie umane che è la crescita dei figli. Il figlio ha la necessità di sentirsi unico al mondo: una condizione fondamentale per accettarsi. Da questo riconoscimento si sviluppano qualità che formano la persona, più saranno fondate sull’accettazione dei genitori, maggiore sarà la sicurezza dell’individuo.

Pedagogia della speranza

Profondamente insita nell'azione dei genitori è la spinta verso il futuro, verso uno sviluppo positivo. Speranza significa crescita e superamento delle difficoltà, investimento e tensione verso un’evoluzione che non può non avvenire con esiti felici. “Fortis imaginatio generat casum” (Una forte immaginazione produce un risultato), sottolinea Montaigne. La speranza dei genitori è l’anima del progetto di vita, del pensami adulto. Una dimensione che a torto è stata definita irrazionale. Andare al di là di ogni ragionevole aspettativa significa proporre una continua tensione verso la soluzione dei problemi.
La speranza dei genitori si misura sul figlio, sulle sue capacità, sulla necessità di andare oltre, di superare le difficoltà. In questa dimensione possono esserci stati eccessi, dovuti all’abbandono sociale dei genitori, lasciati soli di fronte alla sfida educativa. La speranza è alimento per una continua ricerca di soluzioni in ogni campo delle scienze umane e diventa qualità necessaria per lo sviluppo della persona.

Pedagogia della fiducia

Mentre la pedagogia della speranza è caratterizzata da una dimensione ‘lunga’: si sviluppa, nel corso dell’esistenza, in un progetto che ambisce a diventare progetto di vita, la pedagogia della fiducia ha una dimensione quotidiana, più vestita sulle capacità del singolo. E’ legata alle scelte ed alle forze che il bambino mette in campo. Egli percepisce che le sue energie non vengono avvertite come ostili o estranee, ma accettate e inserite in un progetto di cui i genitori sono consapevoli e responsabili. Le capacità vengono nutrite e rafforzate da un rapporto diretto, la fiducia del genitore non solo sostiene le potenzialità del figlio, ma le fa nascere. E’ necessaria anche quando egli diventa consapevole delle proprie capacità ed inizia a fare delle scelte. I genitori lo conoscono meglio di qualsiasi altra persona e il loro sostegno e la loro approvazione hanno un peso incomparabile. Sono strumenti di crescita attraverso i quali la famiglia attribuisce autonomia al figlio e lo distacca da sé, pur mantenendo uno strettissimo legame che si rafforza nell’esercizio della fiducia.

Pedagogia della crescita

L'intervento dei genitori possiede una continuità che altre situazioni educative non hanno. La loro azione ha la caratteristica di un esperimento scientifico di cui pongono le premesse e che possono seguire nello spazio e nel tempo. Assistono all'evoluzione di una personalità che essi determinano e dalla quale sono determinati. Sono costretti e sollecitati dall'evoluzione fisica e spirituale del figlio che produce in loro una necessaria flessibilità da conquistare quotidianamente. L'educazione si pone come contrattazione continua che non permette chiusure a priori, ma l'adattarsi a cambiamenti successivi. I genitori propongono incessantemente soluzioni creative a situazioni determinate dalla richieste di una individualità in continuo sviluppo. Nell'attuale modernità liquida, priva di punti di riferimento stabili, il loro intervento acquista importanza significativa perchè, accanto alla necessaria flessibilità,devono contemporaneamente proporre argini stabili. necessari a uno sviluppo sicuro, indirizzato verso valori costanti
Alcuni degli strumenti operativi della Pd G: gruppi di narrazione, protocollo
“Con i nostri occhi”  (V. allegati)

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