Pedagogia sordità - Scuola Media cavour modena

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Pedagogia sordità

Pedagogia Didattica

VEDERE VOCI: MUSICHE, DANZE, CANTI, POESIE E ...SEGNI COME PAROLE


Benvenuto in Lingua dei Segni e presentazione del Bilinguismo presso la nostra scuola, da parte di Simona

Perchè la lingua dei segni alla Scuola Media "CAVOUR"?

Perché noi della Scuola Cavour utilizziamo anche la lingua dei segni nei concerti, nel teatro e nelle manifestazioni pubbliche ?
Per rispondere useremo le parole di alcuni personaggi geniali.

Useremo le parole di Oliver Sacks, il neurologo-scrittore, al quale, grazie al libro "Vedere voci" va il merito di una originale descrizione, scientifica  ed  umana al contempo, della sordità , del mondo dei sordi e della lingua dei segni:

E’ Oliver Sacks che ci dice:

“…anche gli udenti che imparano i segni possono accorgersi di certi cambiamenti: la descrizione di scene visive è ora più vivida; la memoria visiva e la capacità di costruire immagini visive sono esaltate, sovente si verifica un  uso espressivo più libero e più immediato del corpo.”

Useremo le parole della "lettera ai bambini" di Gianni Rodari
Parole, canti, danze, musiche e segni sono gli elementi di una comunicazione a tutto campo che utilizziamo alla Scuola Media Cavour per favorire il dialogo interculturale multilingue, la cultura della pace, l’integrazione e la partecipazione di  tutti, nel rispetto delle diversità fisiche, culturali e linguistiche della specie umana.
Useremo il “Grido di alleanza” di Antonietta Bernardoni:
Un messaggio di speranza per l'umanità nei versi di una breve poesia della dottoressa Antonietta Bernardoni di Modena, scomparsa il 25-12-2008. E’ al suo slancio umano e solidale, al suo continuo stimolo che, a partire dalla fine degli anni  80, dobbiamo la valorizzazione e la diffusione della lingua dei segni a Modena e, in particolare, nella Scuola Media “Cavour” con l’allora preside prof. Giovanni Massarenti, dove, intervenendo in una classe per aiutare gli studenti  a dibattere per il superamento dei conflitti interpersonali e per la libertà dalle paure irragionevoli, promosse anche il primo corso di lingua dei segni interno alla scuola per arricchire la comunicazione fra sordi e udenti.
Il titolo della sua poesia è “Occulto nel reale c'è il possibile".

Pochi ma intensi versi che ci invitano a intravedere e trovare, all’interno della vita reale di ogni giorno, il tempo e lo spazio della solidarietà,   quel “grido di alleanza” che rende possibile il cambiamento, che rende possibile  anche “mostrare” la rosa al cieco e “cantare” per il sordo.

" Occulto nel reale c'è il possibile"
“C'è qualcosa di meglio nel reale:
c'è già, ma il suo vigore non lo avverti,
dissimulato, immoto, ancora dorme:
lo sveglierà il tuo grido di alleanza
"
Grazie a tutti, un grazie particolare ad Antonietta, per il dono che ha fatto alla nostra scuola!

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