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Sportello di ascolto pedagogico socio-
Per l’ascolto umano educativo-
Motivazioni e priorità del progetto:
Sempre più evidenti sono i danni ( sociali e cognitivi) provocati dai ritmi frenetici di vita, da situazioni di svantaggio socio-
L’idea di proporre uno sportello, cioè un punto di ascolto gestito da alcuni insegnanti e rivolto a tutti i ragazzi e le ragazze della scuola, nasce dalla convinzione che la relazione sia il perno su cui ruota e si basa ogni buona pratica educativa. Di rimando, l’ascolto attivo, il confronto, la disponibilità ad andare incontro all’altro, sono aspetti essenziali che rendono più efficace e credibile ogni nostra proposta e azione in campo educativo – didattico.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che il parlare, il cercare di mettere in fila gli argomenti e le argomentazioni per renderle comprensibili ad un altro che ascolta, costituisca un utile strumento di conoscenza dei propri problemi che, attraverso una necessaria ricerca di codifica per la comunicazione all’altro assumono una dimensione spesso diversa; da questo si deduce che pertanto scopo non ultimo dell’attivazione dello sportello alunni è quello di abituare i ragazzi “a tirar fuori i propri problemi”. Siamo infatti del parere che i problemi vadano compresi e che la loro comprensione passi attraverso l’elaborazione verbale.
L’approccio utilizzato è quello di una pedagogia interculturale ed antropoevolutiva che consente di tener conto della complessa e dialettica interazione di fattori personali ( mentali ed organico-
del contesto bio-
delle modalità e delle strategie utilizzate dallo studente per imparare (comprese le sue abitudini evocative – ossia la sua modalità di pensiero – che può essere, prevalentemente, di tipo uditivo, visivo, cinestesico, ...)
dell’importanza che rivestono le modalità e le strategie utilizzate dall’insegnante per la presentazione e la verifica dell’apprendimento dei contenuti disciplinari
Il docente che lavora allo sportello:
NON VALUTA, non esprime cioè un giudizio morale o etico sulla persona (sei stato cattivo, irriguardevole, sei scostumato…hai sbagliato tutto!) Non assume l’atteggiamento di un giudice bloccando così il ragazzo che proverebbe ulteriore disagio, ma, agendo le tecniche dell’ascolto attivo, aiuta l’autoosservazione.
NON INTERPRETA, non suppone i pensieri o i sentimenti dell’altro, ma ne favorisce il racconto lasciando parlare l’interlocutore,
NON DA’ SOLUZIONI. Il docente non propone le sue soluzioni, né porta ad esempio altre esperienze simili, ma mette il ragazzo in condizioni di trovare da solo la soluzione più idonea alla difficoltà esposta; questa modalità permette al giovane di essere responsabile del proprio agire.
NON SI SOSTITUISCE, cioè non fa le cose al posto di un altro, ma mette l’altro in condizione di fare le cose.
NON INDAGA, il docente che ascolta l’alunno non interrompe con domande inopportune o indagatrici, ma rispetta i tempi dell’altro.
Questi comportamenti consentono ad ogni persona di esprimersi in modo veramente libero; chi ascolta, invece, può prestare attenzione al linguaggio, alla postura, allo stato d’animo di chi parla.
Non è nostra intenzione diventare dei confidenti o sostituirci al ruolo fondamentale della famiglia, né, tanto meno, travalicare i nostri compiti sconfinando nel campo della psicologia; così come la psicologia deve fare attenzione a non sconfinare in ambito educativo-
Proposte operative
Apertura di due sportelli: uno rivolto alle problematiche di tipo educativo-
Alunni interessati: tutti gli alunni della Scuola Media Cavour.
Modalità operative:
Tempi e risorse umane: alcuni insegnanti, disponibili per l’apertura e la gestione dello sportello metteranno a disposizione una o due ore settimanali. Secondo una tabella di rilevamento di disponibilità che a titolo puramente esemplificativo potrebbe essere impostata nel seguente modo:
Apertura di “sportelli” di ascolto pedagogico: educativo-
Per gli alunni:
Supporto per:
l’acquisizione di un metodo di studio e l’individuazione dei materiali e delle modalità per il recupero delle abilità di base:
“ascolto” e la discussione individuale con gli alunni di problemi/bisogni educativo-
Per gli insegnanti:
Informazioni e supporto per :
l’utilizzo dei materiali didattico cartaceo/informatico presente nella scuola
la differenziazione della presentazione dei contenuti disciplinari (visiva, uditiva, animata…)
l’attivazione di attività di gruppo / classe per li bisogni specifici di apprendimento e d’integrazione
Alcune riflessioni sulle prime esperienze degli sportelli di ascolto pedagogico
Con l’attivazione degli sportelli di ascolto per il disagio socio-
L’informazione dell’apertura degli sportelli è stata diffusa nella scuola anche attraverso la presentazione degli stessi nelle varie classi illustrando le modalità per fruire di tale opportunità.
Per quanto riguarda l’ascolto pedagogico, cognitivo e relazionale, è stato predisposta una “cassetta lettere” nell’atrio della scuola nella quale ogni studente poteva inserire un modulo prestampato per richiedere un appuntamento e parlare dei propri bisogni specifici di apprendimento o del disagio legato alla vita di classe inerente ai rapporti con i compagni e/o con gli insegnanti.
Le richieste, da parte degli alunni, sono state superiori alle previsioni rivelando un grande bisogno di dialogo, di ascolto e di confronto con gli adulti, non piu’ in veste di “insegnanti”.
Purtroppo le poche ore messe a disposizione non hanno permesso di rispondere sempre a tutte le richieste.
Prevediamo per il prossimo anno scolastico di aumentare il numero di insegnanti disponibili all’ascolto e il monte orario complessivo.
Sembra particolarmente funzionale ad una organizzazione e puntuale:
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possibilità di scelta da parte dell'alunno di anticipare o meno il della richiesta di ascolto nel messaggio lasciato nella cassetta, possibilità di darsi un successivo appuntamento per verificare i possibili sviluppi di quanto emerso nel primo incontro).
E' importante tenere un diario degli incontri per dare continuità alla discussione precedente e per annotare i cambiamenti. Con alcuni studenti è bastato un solo incontro, con altri sono stati effettuati anche 5-
Gli incontri docente-
Aspetti positivi
I ragazzi non hanno esitato a richiedere i momenti di ascolto, soprattutto nel periodo iniziale , dopo la presentazione dello sportello a tutta la scuola. Con estrema facilità esponevano le loro problematiche e i loro bisogni .
Prevalentemente si è trattato di problematiche relazionali e conflitti con coetanei. Altre volte la loro richiesta era dettata più da esigenze apprenditive non soddisfatte dalla scuola, ossia lamentavano difficoltà di comprensione ed attenzione e di esecuzione delle consegne.
Lo sportello pedagogico-
Cosa significa ESSERE ATTENTI? Essere attenti significa ascoltare, osservare , vivere… con il progetto di ri-
Aspetti critici:
Non sempre si sono verificati il passaggio di informazioni significative riguardo il ; patito da alcuni alunni e la conseguente collaborazione con i Consigli di classe. In particolare, non sempre è stato possibile dare seguito alle esigenze degli alunni, rilevate nei colloqui, in merito a:
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Rimane, dunque, un problema "aperto" la condivisione all'interno dei Consigli degli interventi operati o dei suggerimenti proposti sia nell'ambito dello "sportello" di ascolto apprenditivo-
I ragazzi e le ragazze soprattutto delle prime e delle seconde classi hanno approfittato dell'opportunità di contatto con insegnanti al gruppo dei propri insegnanti oppure vissuti come a disposizione della classe.
Complessivamente gli incontri avuti con gli studenti hanno avuto una ricaduta certamente positiva a livello di serenità personale e spesso anche nella vita di classe.
Naturalmente alcune ore di ascolto-
Possono però fare la differenza, fra il dramma, vissuto nell’isolamento e nell’indifferenza assoluta dell’ambiente umano circostante, che li costringe spesso ad atteggiamenti di provocazione e di bullismo, e l’accoglienza, il conforto dell’ascolto, dell’attenzione, di un atteggiamento di disponibilità del mondo adulto, al quale agganciarsi per non intraprendere, o proseguire ( o aggravare) la strada dell’alienazione.