Teatro 2A - Scuola Media cavour modena

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Teatro 2A

Iniziative didattiche

SPETTACOLO TEATRALE DELLA CLASSE 2^ A
“MI RACCONTI LA MIA STORIA?”
RACCONTI SUL TRENO

All’inizio il teatro ci sembrava un’ impresa difficile da realizzare perché pensavamo di non essere capaci; per questo motivo avevamo molto timore di recitare davanti ad un pubblico composto da genitori, ragazzi di altre classi, professori e autorità. Ci piaceva però l’idea di fare lezione in maniera diversa ed eravamo contenti di sapere che lo Spi-Cgil, promotore e sostenitore del progetto, avrebbe donato  alla nostra scuola  1000 euro  con cui avremmo potuto  finanziare l’acquisto di una lavagna interattiva.
La  professoressa Zetti ci ha comunicato che avremmo vissuto l’esperienza del teatro con la collaborazione di Adriana Barbolini, un’ex insegnante di lettere, Chiara Pelliccioni, un’esperta di teatro e degli adulti che abitano nel quartiere Madonnina. Alcuni di noi hanno espresso timore e perplessità, altri sono stati molto contenti, un gruppetto, poi, sarebbe scappato a gambe levate, all’idea di recitare davanti ad un pubblico così numeroso.
Per prima cosa, ci hanno consegnato i testi autobiografici degli adulti che abbiamo letto con molta attenzione; riguardavano diversi aspetti della loro vita trascorsa nel quartiere: la casa, il gioco, i negozi, il lavoro, gli oggetti e i ricordi.
La classe è stata divisa in sei gruppi, ognuno dei quali doveva leggere testi sullo stesso argomento. Bisognava poi ricavare un copione individuando le scene che ci piacevano di più, i protagonisti e i luoghi. L’ultimo passaggio è stato quello della scrittura dei dialoghi nel quale abbiamo incontrato molte difficoltà. All’interno di alcuni gruppi sono nati dei conflitti, perché avevamo idee diverse e perché era difficile rielaborare i testi e trasformarli in un tipo di scrittura teatrale. Alla fine, comunque, con un po’ di aiuto da parte delle professoresse, siamo riusciti a concludere questa prima fase del lavoro.
Il momento dell’inizio delle prove si stava avvicinando, nel frattempo la professoressa aveva organizzato un incontro in classe con gli adulti che avrebbero recitato con noi. Abbiamo così conosciuto: Mauro, l’unico maschio della compagnia, sempre pronto e disponibile, riservato e taciturno, professionale in scena; Maria, signora francese di grande eleganza, dolce e tenera, con una parola o un gesto gentile per tutti; Rita, che ci ha regalato tanti aneddoti e storie della sua vita, sempre incoraggiante e premurosa nei  nostri confronti; Miria, autorevole e decisa quando occorreva, senza dimenticarsi di essere dolce e stimolante.
In aula magna, ogni lunedì, abbiamo iniziato a leggere i copioni insieme a Chiara che ci ha chiesto di scegliere un personaggio da interpretare. Ci ha fornito una serie di tecniche teatrali che non conoscevamo: la diagonale, cioè la posizione che si deve assumere in scena per non dare le spalle al pubblico; l’uso della voce, che è centrale e determinante per la buona riuscita di ogni scena; i gesti, capaci di parlare al posto della voce e di costruire efficacemente i personaggi e, naturalmente, il silenzio inteso come: pausa tra una battuta e l’altra, momento di ascolto e segno di rispetto verso gli attori.
Durante le prove è stato difficile per noi rispettare le regole e, a volte, ci siamo annoiati perché ripetevamo sempre le stesse scene. Finalmente, siamo riusciti a concludere la prima scena e, da quel momento in poi, tutti abbiamo iniziato a recitare divertendoci di più e riuscendo a stare anche più attenti. Le prove si sono trasferite in polisportiva dove ci siamo ambientati nello spazio e piano piano siamo entrati sempre di più dentro allo spettacolo e ai nostri personaggi.
Ognuno di noi doveva caratterizzare il proprio personaggio portando degli oggetti (parrucche, cappelli, vestiti, valigie vecchie, l’orario dei treni, un bastone, dei fazzoletti …) ma nuove modifiche apportate al copione, per esigenze sceniche, ci hanno un po’ disorientati. La professoressa Benatti è venuta a supportarci con le musiche offrendo un grande contributo per la buona riuscita dello spettacolo e dando maggiore realismo alle scene.
La prova generale non è andata come ci aspettavamo perché eravamo stanchi, tesi e sotto pressione. Abbiamo provato indossando i costumi e aggiungendo le entrate e le uscite dalle quinte. È arrivato poi il grande giorno, sabato 17 dicembre; eravamo emozionati, intimoriti e spaventati, inoltre a peggiorare la situazione c’ era il fatto che  la nostra compagna, una delle protagoniste principali, alle 8.15 non era ancora arrivata a scuola. Per fortuna si è presentata con un po’ di ritardo e dopo le ultime raccomandazioni della prof. di italiano ci siamo avviati in polisportiva. Erano già tutti lì ad aspettarci. Abbiamo visto con stupore i risultati dell’ allestimento della sala: c’erano le luci, le sedie sistemate sui due lati, i binari tracciati a terra con il nastro adesivo e la nostra prof. di musica seduta davanti alla sua tastiera. Mentre la sala si riempiva, Chiara ci ha accompagnati in una stanza attigua per incoraggiarci e aiutarci a trovare la concentrazione: tenendoci per mano abbiamo costruito un grande cerchio e abbiamo urlato la parola (*****) porta fortuna. Poi siamo tornati  nella sala e lo spettacolo ha avuto inizio. Con il fischio del treno che dava il via allo spettacolo, la paura è svanita e tutto si è svolto magnificamente.
Questa esperienza ci ha dato l’occasione di dimostrare che, se ci impegniamo, siamo capaci di lavorare insieme senza giudicarci e fare commenti inopportuni. Abbiamo portato a termine un compito difficile di cui adesso andiamo molto fieri.

“MI RACCONTI LA MIA STORIA?”
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