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Iniziative didattiche > Archivio di Stato

Visita all' Archivio di Stato


Il 15 dicembre  2011 siamo andati a visitare l’Archivio di Stato di Modena. All’ingresso ci attendevano la professoressa Licia Beggi Miani, presidente della società “Dante Alighieri” del comitato di Modena e la dottoressa Maria Carfì.  Appena arrivati la dottoressa Carfì ci ha chiesto la differenza tra libreria e archivio: la libreria è un insieme di libri scelti da noi stessi, mentre l'archivio è un insieme di documenti. In seguito ha spiegato che la sede dell'archivio era un convento domenicano, nel periodo degli Este era sede di governo e in seguito all'Unità d'Italia diventò l'archivio.  

L’Archivio   

In Archivio si conservano soprattutto i documenti della famiglia d’Este. In esso vi è l'archivio segreto degli Estensi. Esso è diviso in  
• Casa e Stato in cui vi sono le lettere e i documenti fra i membri della famiglia d’Este.
• Cancelleria in cui vi sono i documenti politici dello Stato tra cui anche le lettere degli ambasciatori estensi, i quali dalla città in cui risiedevano scrivevano al duca per aggiornarlo su ciò che avveniva.
• Camera ducale in cui sono archiviati i documenti amministrativi e finanziari del ducato.

La dottoressa ha mostrato il documento più antico presente in archivio: il
diploma di Carlo Magno su pergamena di agnellino, che è la miglior carta su cui scrivere. In questa occasione la dottoressa ha spiegato che bisogna utilizzare i guanti per sfogliarlo o toccarlo per conservarlo meglio.  
In Archivio ci sono le lettere di Ludovico Ariosto, un uomo al servizio degli Este come letterato e ambasciatore e i suoi registri di spesa.  



In seguito abbiamo visitato il luogo dove sono archiviati i documenti relativi alla camera ducale: ad esempio le spese effettuate per le munizioni, per le fabbriche, per le case, le bollette dei salariati e una serie di documenti chiamati “malefici”, cioè i reati contro lo stato.  
L
La mostra
Per la mostra di quest'anno il direttore e gli archivisti hanno scelto di ispirarsi al 150° anniversario dell'Unità d'Italia e il nome della mostra è "Dall'aquila al Tricolore". Per questo avvenimento hanno scelto documenti che mostrano il cambiamento di Modena, da capitale del ducato estense a città del Regno d'Italia. Vi sono giornali del 1860 dove si capisce che sta cambiando qualcosa. Sono in mostra le uniche due lettere di Ciro Menotti, un rivoluzionario modenese. Di lui si hanno solo due lettere, perché la corrispondenza venne bruciata dopo il processo, affinché nessuno potesse accusare Francesco IV per la sentenza.  Nel 1859 il duca Francesco V lasciò Modena con la speranza di tornare, ma non fu così. I modenesi non si sentivano oppressi dagli Estensi, anzi li consideravano come padri. Infatti, molta gente seguì il duca in esilio.

Laboratorio di Restauro
Questo laboratorio riceve dagli studiosi i documenti rovinati dal tempo e dagli agenti corrosivi. Tramite procedure molto lunghe li restaurano, li immergono nell'acido per eliminare le muffe e poi ricoprono i pezzi rovinati con tela nuova.
La restauratrice ha affermato che il restauro non è da nascondere, anzi è storia; quindi deve essere il migliore possibile per rendere leggibile il documento e raccontare la sua storia.

Sala d'Ercole
Infine  nella sala d'Ercole  la professoressa Licia Beggi Miani e la professoressa Chiara Curci ci hanno illustrato il progetto che effettueremo a Gennaio 2012.    

Gli studenti: Giacomo Baraldi, Gabriele Busato,  Martina Dalia, Giulia Dotti, Kiranpreet Kaur, Stefano Lugli, Leonardo Mirotti, Patrick Panini, Andrea Pincelli, Mattia Righetti, Alessandro Caretti, Tobia Bonacini.


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