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STRANE STORIE A MODENA
Quella sera a Modena scese una nebbia così fitta che arrivava fin sotto il Portico del Collegio nonostante la luce delle vetrine. Siccome ho sempre creduto nella magia della nebbia, in particolare della fumana modenese capace di obbedire ai desideri di San Geminiano, subito mi sono incamminato verso il Duomo, rasentando i muri e sfiorando le ombre dei pochi passanti ancora in circolazione e tutti diretti a casa. La chiesa e la Ghirlandina giacevano staccate dalla nebbia che non osava accarezzarle, ma che aveva cancellato il resto del mondo alle mie spalle. Mi trovai davanti al portale maggiore. Io, il Duomo e i due leoni che mi fissavano in silenzio. Per qualche istante pensai che davvero stavo viaggiando nel tempo e che presto avrei udito la voce di un modenese di otto secoli fa. Il suono di una campanella mi fece trasalire, forse era quella di un lebbroso che si avvicinava, o di un monaco che chiamava a raccolta i fedeli. Invece, qualcosa di ancor più incredibele stava accadendo: dalle pareti del duomo vidi staccarsi piano piano le figure che lo adornavano: Era incredibile: quelle figure di pietra stavano diventando esseri viventi!
Con grande cautela, quasi fossero esse stesse incredule e incerte, presero a muoversi tuttattorno.
Ad un certo punto udii un grido:
- Mamma santa, mamma santa! Chi sei?
- Sono Telamone rispose unaltra figura accanto.
- No, io sono Telamone ribattè il primo
- Che cosa dici, vuoi che non sappia chi sono io?
Stettero a litigare per alcuni minuti, poi capirono che entrambi erano dei telamoni, e che la cosa era perfettamente possible, visto che il loro duro mestiere, in un duomo di tal fatta, doveva di sicuro essere assolto da ben più di un solo telamone.
- Davvero ho pensato per tutto questo tempo di essere lunico telamone!
- Già, anchio. Che ingenuo!
- La sai una cosa? Deve essere per via di una signora, con i capelli neri che ogni tanto mi viene a trovare e mi dice sempre: tu sei unico, per me.
- Capperi! Si tratta di una brunetta col caschetto? Una certa Tiz..
- Tiziana! Ah, allora la conosci anche tu?
- Certo che la conosco..,
Parlarono ancora un po di quella loro strana conoscente, ma io, incuriosito da un altro gruppo di figure, mi allontanai da loro per avvicinarmi a queste che giusto in quell momento stavano presentandosi.
- Chi sei? chiedeva uno di loro
- Io sono luomo dai lunghi capelli e mi chiamo Barbone, e tu chi sei?.
- Io mi chiamo Settembre Giliberto rispose il primo, che poi, vedendo una terza figura accanto a loro che stava piangendo disperatamente, chiese: Ma
e tu che stai piangendo, chi sei? Perchè piangi?.
- Sono Dicembre Braghino, piango perchè sono uscito dalla facciata solo io, il resto della mia famiglia è rimasto appeso ai muri. E adesso come faccio?
- Non ti preoccupare per la tua famiglia gli disse affabile Settembre, - adesso noi saremo tuoi amici
Intanto uno strano essere si avvicinava al terzetto. Era una cosa che avanzava piano piano, strisciando. I tre cacciarono un urlo per lo spavento. Poi, Braghino, il più coraggioso, lo apostrofò:
- Ehi, tu non vorrai farci del male, spero. Dicci chi sei.
- Io sono Malvagio Serpente!
I tre, per lo spavento, si ritrassero, ma Malvagio Serpente disse:
- Ma dai che scherzo!Sono Malvagio di nome, non di fatto. A me piace fare gli scherzi, sono un giocherellone.
Tutti si presentarono al Serpente che volle sapere da ciascuno il loro mestiere:
Sono specializzato nella lavorazione del vino disse Giliberto.
- Io sono un boscaiolo e taglio la legna così mi riscaldo, perchè ho sempre tanto freddo disse Braghino.
- Io sto fermo tutto il giorno e non so mai che cosa fare, così mi annoio mortalmente. disse Barbone.
Allora Serpente disse: - Io mi diverto a fare gli scherzi, come vi ho detto. La mia specialità è lo scherzo con le mele, è vecchio come il mondo, ma la gente ci casca ancora
ci cascano come pere cotte!
Siccome i quattro, conversando, avevano preso ad andare verso non so quale direzione, io decisi di ascoltare un altro gruppo di quelle strane figure, un gruppo che era proprio lì, vicino a me.
- Ei Camillo, come te la passi?
- Oh, va tutto bene, caro ottobre. E un piacere rivederti dopo tanto tempo!
- Già, anche per me è un gran piacere. Perchè non andiamo a cercare Angelo?
- Sei sicuro che ci sia ancora?
- Oh, sta tranquillo. Fidati di me
- Proprio in quellistante si sentì come un frullo dali e una figura precipitò sulla testa di Ottobre.
- Ehi, tu, ma chi ti ha dato la patente di volo?
- Sono Angelo, non mi riconosci?
- Ciao Angelo, come va? Sempre insieme al tuo cigno Lino?
- Tutto bene, grazie. Anche Lino è in perfetta forma. Non fa altro che ascoltare musica, tutto il santo giorno!, ma sta bene. Benissimo.
Furono interrotti da uno splash tremendo. I tre fuggirono mentre:
- Aiho! Ma dovve sonno caddutto? Caddutto sonno di Wiligelmo le formelle aihooo!!
Uno strano essere davvero! Un altro Telamone, da quel che mi sembrva di poter capire, anche se capire poi quello che diceva era unimpresa.
- Chi arrivva addesso dal secondo piano? Abbittuatto io sonno a sopportarre tanto pesso, ma davverro questo è extraordinarrio.
- Io non
tanto!! Ma che me frega, ma che me importa! era un leone quello che adesso si trovava sulle spalle del Telamone?
- Iapappara-iapappara! Iapappara-iapappara! gridava intanto una terza figura che si aggiungeva sulle spalle del povero Telamone, e sembrava essere un cervo.
- Un po pessante ad essere comincia!
- Già, certo, ma che ce frega ma che ce importa...- continuava a ripetere il leone.
- Mo adesa scendiamo, speta n atim. - bonfonchiò il cervo.
- Ah che me sento più leggero - disse il leone
- Anchio leggero. E un po di famme tengo - brontolò il Telamone
- Ciannamo a magn na pizza?
- Vest che a me am pies menga cla roba lè cun i lattizzini, a turrò un bel tè verd come lerba- disse il cervo
- Ma va là
- Ah sè, e dov?
- Che robba è questi lattizzinni? - chiese il Talamone.
- Oppure am turrò lerbazzone - insistette il cervo
- Be, basta che si mangia
- Dimmi Tely, tu che cosa ci fai sul duomo?
- Provvatte ad indovvinnarre: a. Masinelli io skoccio; b. Sorreggo rammi intrecciatti; c. vaddo a girarre.
- La seconda che hai detto.
- E bravvo lo cervi!!
- Io faccio la decorazione
- Ed io uggualle
- A sam toti dal decorazion
- Ma me sonno deccorazionne che si tienne sulle spalle lo duommo. Ed orra è che si mangi e si smetta di parlarre-
Così si diressero verso non so quale trattoria, mentre io mi avvicinai ad un altro gruppo
- Buongiorno, sono Umbri - diceva un tizio offrendo la mano ad un secondo tipo
- Io sono Piero e combatto con il cane alato.
- E tu? - chiese Umbri ad un terzo tipo
- Sono febbraio, sono poverissimo. Aiutatemi a tagliare la legna per mia moglie e per mio figlio, altrimenti moriranno congelati.
- io no di cero. Io devo aiutare la mia famiglia.- ribattè un quarto.
- Ma chi sei tu? - chiese Umbri.
- Sono Settembre, sono un contadino. Pigio luva. Oggi ne ho fatto una gran scorpacciata e mi sono ubriacato, così ho perso la strada di casa.
Intanto, poco distante, due strani tizi stavano facendo una gran confusione:
- Sono Geminiano
- Anchio sono Geminiano. Non sarò mica te allora e tu non sarai mica me?
- Per non confonderci tra noi dimmi: che cosa hai fatto nella tua vita?
- Ho viaggiato
- Anchio!
- Per mari e per monti...
- Anchio!
- Volevo salvare Modena
- Anchio!
- Dalle invasioni dei nemici
- Anchio
- Allora siamo uguali
- Eh già. Così io sono come te
- O io come te?
Strani esseri davvero! Ma ecco un altro gruppo ancora:
- Noi siamo Alessandro e Mirco - stavano dicendo due tipi, luno attaccato allaltro, ad un terzo tizio, un Telamone di sicuro, - siamo amici per la pelle e siamo due chiacchieroni.
- Ohi, io sono Maggio - intervenne un quarto - aro la terra, sono un mese molto faticoso.
- Ok, ok. Io sono Telamone, come vedete ho la testa piegata da una parte , per via del lavoro che faccio. E ho spessissimo mal di testa, perchè sono un sognatore che pensa ai sogni e così la testa mi scoppia per il pensare. Sostengo tutti i pesi del mondo, da novecento anni. Lunica fortuna che ho è che sono un singles.
- Allora te la passi meglio tu di me. Io ho tre figlie una moglie malatissima- disse Alessandro.
Un certo Ottobre intervenne per dire: Anchio sono singles come Telamone.
- Ho due figli - disse allora Maggio - e una moglie, sanissima, che si chiama Maggese.
- E i tuoi figli come si chiamano? - domandò Ottobre.
- Uno Maggiolino, laltro Maggiordomo.
Ricapitolando, avevo incontrato non so quanti telamoni, un certo numero di mesi, alcuni doppi o tripli, un leone almeno, un cervo, una strana coppia che si confondeva, una altrettanto strana: sempre appiccicati tra loro, ma uno sposato e laltro no; un Angelo, un serpente... mamma mia che baraonda! Ed ora? Cosa stava succedendo?
Al di là della nebbia si sentivano strani suoni, canti, musiche... e luci sfavillanti, di tanti colori, incominciavano a bucare quel muro lattiginoso. Qualcuno parlava ad un altoparlante:
- Venghino signori, venghino che andiamo a cominciare...
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