Il dì e la notte. Ore di luce ai soltizi ed equinozi.
La Terra viene inquadrata dapprima a giugno. Compaiono equatore, circoli tropicali e polari, quindi la direzione mezzogiorno-mezzanotte e ore 6-ore 18.
Un quadrante da orologio a 24 ore viene fatto muovere dall'equatore alle suddette latitudini nord: è facile rilevare come il numero di ore di luce aumenti con la latitudine.
Il Sole viene portato nella direzione in cui lo si vede a settembre, spostando di conseguenza la griglia oraria. Qui la Terra è ugualmente illuminata a tutte le latitudini, dall'uno all'altro polo (equinozio).
Infine ci si porta a dicembre, col Sole nella direzione opposta a quella di giugno: si inverte il ciclo di insolazione del solstizio precedente.
Si noti come l'equatore sia illuminato sempre per metà, in modo invariante rispetto alle stagioni..
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Terra e Sole, anno e stagioni.
Vengono presentati i due principali moti della Terra: diurno e annuo.
A causa dell'inclinazione che intercorre tra i due, l'illuminazione solare varia periodicamente sugli emisferi nord e sud. La massima variazione corrisponde ai solstizi; agli equinozi si ha invece un'insolazione praticamente di 12 ore a qualunque latitudine. Sulla Terra sono riportati l'equatore, i poli, i circoli tropicali e polari. |
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La sfera e le coordinate celesti.
Concetto di sfera celeste come rappresentazione del firmamento: la Terra è immersa in un volume tridimensionale popolato di stelle a diverse distanze, e ciascuna con una diversa luminosità propria. Per costruire una mappa del cielo si può immaginare di uniformarne le distanze, ottenendo un inviluppo sferico. Su questa proiezione immaginaria si possono disegnare figure mitologiche o proiettare le coordinate sferiche equatoriali già note dallinsegnamento della geografia. Si sottolinea la deliberata falsificazione dovuta allappiattimento delle distanze: il firmamento è ridotto convenzionalmente a due dimensioni (Ascensione Retta e Declinazione), mentre non esistono fisicamente né le costellazioni, né la sfera celeste medesima. |
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