L i c e o    M u r a t o r i    N e w s

Paolo Rossi: la parola provocatoria da Aristofane a …

 

 

 

La parola provocatoria da Aristofane a ...   

Incontro fra gli studenti del Liceo Muratori e l’attore Paolo Rossi

26 febbraio 2009, ore 15, Aula Magna del Liceo

 

 

Viviamo un’epoca in cui siamo invasi e spesso travolti dal flusso della parola parlata e scritta,  spesso senza più riuscire a distinguere bene che cosa sia importante e che cosa no: libri e libercoli , canzoni e canzonette… parole dei media…parole dei politici…parole dei professori…

In tutto questo gran comunicare lo spessore vero  delle parole tende a perdersi  e,  soprattutto, spesso non ci rendiamo più conto del fatto che le parole possano essere un’arma capace di colpire con molta precisione, talvolta anche la veste di un rito che andrebbe celebrato con un po’ più di attenzione.

Una delle grandi vittime di tutto questo è la Parola Provocatoria, l’Insulto, la Parolaccia.  Ne sentiamo talmente tante che non sappiamo in realtà più sentirle, e tanto meno usarle, con intelligenza.

Eppure la Parola Provocatoria, insulti e parolacce comprese, può essere forma d’arte. Ben lo sapevano i Greci e i Latini, capaci di esprimersi senza tanti peli sulla lingua, nel giambo, nella commedia, nell’epigramma, nei fescennini , nella satira… Per dirla come loro,  l’aiscrologìa e  la ‘parresìa  andrebbero trattati con il dovuto rispetto,  in onore di Dioniso e di Demetra. Non fu forse la vecchia Iambe, con i suoi motti salaci, a farla sorridere per prima, mentre la dea vagava triste alla ricerca della figlia perduta? 

Ma l’intelligenza della parola provocatoria non è certo stato privilegio solo degli antichi. Hanno saputo raffinatamente costruire le loro provocazioni tanti altri , da Dante e Cecco Angiolieri a Carlo Emilio Gadda, tanto per fare qualche esempio…

 

Per dimostrare tutto questo abbiamo pensato di chiamare nella nostra scuola Paolo Rossi. Tutti lo conosciamo come un attore che  nell’uso della parola provocatoria ha una genialità naturale e che sicuramente ha saputo incarnare in tante occasioni lo spirito aristofanesco  in tutta la sua irruente  vivacità e vitalità.  Ci leggerà e ci ‘reinterpreterà’ dei testi, quali ancora non lo sappiamo, e ci parlerà con quel suo stile torrentizio e un po’ stralunato che tutti conosciamo.   Lo aspettiamo felici che abbia accettato di venire da noi, anche a dire qualcosa di ‘sconveniente’ che male non ci farà..  

 

Grazie, Paolo